Non gusti difficili…Ma disgusti facili.

Tempo fa, trovandomi nell’impiccio di dover risolvere l’improvviso invito ad un battesimo, ho deciso di affidarmi all’originalità e al regalo del momento: la torta di pannolini.
Pertanto mi sono messa a cercare “la professionista del biodegradabile” che sapesse esprimere al meglio il mio desiderio di partecipare all’evento.
Dopo giorni di ricerche e contatti, una cara amica mi ha aperto mente e mondo: puoi risolvere tutto da te con un semplice click ed un tutorial.
È vero, perché non ci ho pensato? Dopotutto è solo dalle scuole superiori che non mi cimento in qualcosa di manuale, tralasciando il periodo degli stencil di gesso e i quadri -regalo natalizi (ma di questo forse vi parlerò un giorno).
Così, il mio cervello ha pensato di formulare una semplice ricerca da digitare su Google: “torta parto”.
Adesso, il consiglio è di non seguire il mio esempio se avete appena ingurgitato qualcosa di solido, pertanto aspettate a fare la stessa ricerca.
Da lì un mondo certo mi si è aperto, ma un mondo che non avrei forse mai voluto conoscere. O forse sì, per un paragone cerebrale che mi vede vincente.
Esiste un folto gruppo di donne (non posso pensare che anche gli uomini possano infilarsi in questo tunnel…) che dedica molto del proprio tempo alla creazione di torte, esattamente come quelle che si fanno per i compleanni dei propri figli , con la giusta dose di amore e attenzione, dove però il protagonista è IL PARTO.
Invece dei personaggi dei cartoon, invece della maledetta Peppa e dello sfigatissimo Paperino, su questa torta viene rappresentata una grossa vulva dilatata, con relativa composta di fragole placentare.
Difficile comprendere come sia possibile ricreare con estrema precisione un momento tanto delicato, talmente tanto che guardandole mi sembra di rivivere ogni singola contrazione e mi parte il respiro regolare con soffi continui e battiti accelerati.
La testa del bambino è lì in mezzo, tra la glassa luccicante, con lo sguardo vitreo di chi vede la luce per la prima volta, ma la sensazione è quella di avere a che fare con il ghigno malefico di un film di Tom Holland.
Non proverò mai la gioia di poterla regalare ad “un’amica”, sarebbe bello però vedere i volti sorridenti dei neo-genitori scartare il loro dono battesimale e dover contenere i conati della nonna.
Ancor di più mi piacerebbe vedere l’espressione contratta del pover uomo costretto a condividere l’emozione della moglie-madre coraggio che ha commissionato tale torta, lui che come un perfetto agnello sacrificale addenta il suo pezzo melenso ed esclama: “mhmmmmmm, però non è male…”

P.S. A corredo di tali informazioni, vi sono anche relativi annunci di meravigliosi cuscini-arredo che rappresentano una grossa vagina con tanto di cordone ombelicale e feto collegato ed estraibile. Da utilizzare, ben visibili su divani o letti, come deterrente per gli ospiti che intendono soffermarsi a lungo.

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Lascia un commento